Tutela della privacy sul web: nuovo regolamento europeo

Esistono delle leggi a tutela della privacy sul web? Per tutelare i propri dati personali ci si può appellare al diritto all’oblio, ma per fare questo bisogna anzitutto verificare che ci siano le condizioni necessarie. Per condizioni necessarie si intende il dover far fronte a tutti quei requisiti e normative che potrebbero ostacolare talvolta proprio l’esercizio del diritto all’oblio.

Come pubblicato sul Nuovo Regolamento Europeo diritto all’oblio (GDPR 2018), all’art.17, il soggetto interessato può richiedere al titolare del trattamento la reiterazione dei propri dati personali se questi non sono utili per l’interesse pubblico e quindi al diritto di cronaca, se non ostacolano la libertà di espressione, se non sono utili per fini di ricerca scientifica o storica, o ancora se non servono per “l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria”.

Ma chi si intende per ‘Titolare del Trattamento dei dati’? Abbiamo girato la domanda agli esperti avvocati di Cyber Lex, specializzati nel trattare casi di tutela della privacy sul web e quindi preparati sul nuovo GDPR e diritto all’oblio: “a stabilire chi è il titolare del trattamento dei dati, è il Data Protection Working Party, cioè un organismo indipendente europeo per la protezione dei dati e la privacy, che stabilisce che ‘gli operatori del motore di ricerca elaborano i dati personali e sono identificati come titolari del trattamento ai sensi dell’articolo 2 della direttiva 95/46/CE. Il trattamento dei dati personali effettuato nell’ambito dell’attività di un motore di ricerca, si distingue da quello svolto da terze parti come editori di siti, web-sites, o testate giornalistiche’”.

Questo GDPR 2018 che entrerà in vigore a partire dal 25 maggio 2018, andrà a tutelare solo a livello territoriale? “Per fortuna il General Data Protection Regulation (GDPR) – assicurano dalla Cyber Lex – non sarà attivo solo a livello italiano, perché interesserà gli utenti a livello globale, in quanto avrà valenza anche per quegli utenti, quelle aziende o Enti che hanno sede fuori dalla UE, ma che lavorano anche con i cittadini europei”.